Archive for Maggio, 2007
Coca Cola Open Source
La ricetta della Coca Cola è come il codice sorgente di un sistema operativo: non vuoi renderla pubblica? E noi la ricreiamo, unendo le menti e le energie di una comunità di persone. Il progetto della Open Cola è un progetto collaborativo in puro spirito Open Source: creato su piattaforma Wiki, è modificabile e perfezionabile da altri utenti, fino ad avvicinarsi per approssimazioni successive alla bevanda originale. Non solo, potenzialmente lo sviluppo è illimitato e l’unione di numerosi palati potrebbe portare la bevanda a diventare persino più buona della Coca Cola o della Pepsi. Ecco la ricetta, versione 1.1.3 (attenzione, gli ingredienti non sono proprio a portata di supermercato).
L’invadenza dell’instant messaging
Gli strumenti di messaggistica immediata (come MSN Messenger, Yahoo, ICQ) sono tradizionalmente considerati come strumenti di comunicazione “meno invadenti” del telefono: vuoi comunicare con un amico/collega? Mandagli un messaggino e ti risponderà appena possibile. In teoria. In pratica stanno diventando più invadenti del telefono stesso. Vediamo come.
La messaggistica istantanea si pone a metà strada tra la comunicazione sincrona per eccellenza (il telefono) e quella asincrona (la mail). È fondamentalmente uno strumento sincrono, permettendo di visualizzare lo stato dell’altro lato nella comunicazione (online/offline) ma consente ritardi nella risposta e come tale meglio si dovrebbe adattare in un contesto lavorativo o comunque alle attività quotidiane dove non sempre si è in grado di rispondere a una chiamata.
Il presupposto di essere meno invasivo, tuttavia, è la fonte stessa di un conseguente abuso dello strumento. Il ragionamento frequente diventa: “Dato che non è invasivo, ne posso fare un uso maggiore del telefono”. Non solo questo: lo strumento di instant messaging consente la comunicazione in contemporanea con più interlocutori, arrivando ad avere numerose chat aperte e moltiplicando le interazioni simultanee. Inoltre, le possibilità di declino della comunicazione da parte del ricevente il messaggio sono inferiori: non potrà addurre come giustificazione il fatto di essere impegnato in un’altra comunicazione perché lo strumento permette comunicazioni simultanee. Il fatto stesso che sia considerato un medium meno invasivo, ne limita le possibilità di rifiuto: declinare una richiesta di chat diventa più scortese che non declinare una telefonata, alla quale possiamo sempre rispondere di non avere tempo in quel particolare momento. Infine, ma non ultimo elemento, la comunicazione via chat è più lenta del telefono: a causa dei tempi di digitazione e delle maggiori difficoltà comunicative, la trasmissione dello stesso messaggio richiede più tempo (e quindi impegno maggiore) da parte dei partecipanti.
L’aumento delle possibili interazioni e la ridotta capacità di rifiuto della comunicazione possono fare dell’instant messaging un vero incubo. Soprattutto in un contesto lavorativo aprire un canale di comunicazione virtualmente senza limiti come quello dell’instant messaging, ovvero non frenato da regole di non invadenza e da limitazioni strutturali del medium, rischia di trasformarsi in un vero e proprio boomerang, in cui siamo costretti a metterci nello stato “Busy” o “Non disturbare” per poter dedicare il nostro tempo al lavoro vero e proprio e non alla comunicazione. O in alternativa possiamo usare il nostro nickname per lanciare dei messaggi: “Sono in meeting” o ancora “Chiusura fiscale: non disturbare”.
C’è bisogno forse di un codice di comportamento per la comunicazione su messenger, che è ancora troppo giovane per vedere consolidarsi usi e regole non scritte di buona educazione, come invece è avvenuto per il telefono. Ecco alcune proposte di “atteggiamenti” (più che di regole) per una buona educazione in chat:
- Prestare attenzione allo stato dell’interlocutore. Se è impostato su non disturbare, non inviamo messaggi se non veramente urgenti.
- Iniziare salutando. Se l’interlocutore non risponde, probabilmente è impegnato, quindi non insistere.
- Non usare trilli o altri sistemi per richiamare l’attenzione
- Utilizzare gli smiley con moderazione. Ricordiamo che lo scopo degli smiley è di aggiungere aspetti emotivi alla comunicazione che altrimenti rimarrebbe fredda e potenzialmente a rischio di fraintendimenti
- Andare subito al punto: porre la domanda e aspettare la risposta
- Non cercare di avere sempre l’ultima parola: se la comunicazione è terminata, non è necessario continuare con “allora grazie”, “ciao ancora”
- Usare questo mezzo di comunicazione quando è necessario e in alternativa agli altri: se abbiamo appena terminato una telefonata con il nostro interlocutore, non è necessario proseguire anche in chat. Se abbiamo inviato una mail, non chiediamo conferma via chat della ricezione (se non in casi di particolare importanza e urgenza).
- Come in tutti gli altri casi, usiamo il buon senso
Oggi mi sento un po’ giù
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Il gigantesco autoritratto gonfiabile di Pawel Althamer oggi è un po’ fuori forma. Esposto all’esterno dell’Arena di Milano come monito ai visitatori della mostra dell’artista polacco dal 7 maggio al 6 giugno 2007, si presta a innumerevoli allusioni. E probabilmente anche a vandalismi, dato che è piantonato da una guardia giurata 24 ore su 24. Più simile a una monumentale bambola gonfiabile, ricorda più Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso e non avete mai osato chiedere di Woody Allen che non apparire come un’opera d’arte. Ma dato che anche il cinema è arte, allora forse è la stessa cosa.
Cronache di quotidiano terrore
Siamo ormai abituati a notizie di decine di morti ogni giorno in Iraq. Fa parte della pagina di cronaca in ogni telegiornale, sempre più relegata a spazi angusti perché tanto, ormai, “non fa più notizia”.
Ma leggere il racconto di una giornata di terrore nelle parole di chi vive a Baghdad in questi giorni, nella capitale di quello che dovrebbe essere il “Mondo più sicuro” secondo la strategia americana della democrazia da esportazione, be’ leggere queste parole dalla viva penna di chi le ha vissute fa un effetto completamente diverso. Non sono notizie rapidamente riportate da un anchorman televisivo, che ha fretta di passare alle cronache mondane. Non sono le solite fotografie di macchine incendiate che compaiono tra una pubblicità e le pagine dedicate agli spettacoli. Sono la voce diretta di chi vive al centro del terrore.
L’articolo è in inglese, abbastanza lungo, ma vale la pena leggerlo. L’autore - che si firma I was there sul suo blog - racconta di come ha scoperto che le sue figlie sono seguite da uomini in uniforme, di come la sua casa sia stata forzata da misteriosi intrusi che non avevano semplicemente intenzione di rubare qualche soldo. Di come la presenza americana non rappresenti alcun aiuto per la sicurezza, anzi, rappresenti un ostacolo alla protezione della sua famiglia. È il racconto di un uomo che si sente privato di alcun potere di vivere serenamente nella sua terra. Vorrebbe lasciare il paese, per dare un futuro alla sua famiglia, ma è impossibile ottenere un visto e i soldi per l’espatrio.
Queste sono le informazioni che non ci arrivano, e che solo su Internet si riescono a reperire. È faticoso reperire queste fonti di informazione ma è nostro dovere farlo, per rendere giustizia a chi quotidianamente rischia la propria vita e quella della propria famiglia per farci conoscere la verità. Basta informazione inutile, reality show, telequiz, format televisivi! Andiamoci a cercare le informazioni vere, che l’industria dello spettacolo non ha l’interesse economico di trasmetterci.
No commentsRapitori di cani a Milano
È notizia di questi giorni che a Milano la nuova tendenza è quella di rapire i cani al parco. Sembra che la destinazione principale sia l’accattonaggio. Avete mai visto un mendicante con uno o più cani al seguito? Certamente. Gli avete mai dato soldi? Probabilmente sì. Bene, ora sa che il cane consente di raccogliere più soldi, motivo per cui farà il possibile per procurarsene di nuovi, soprattutto cuccioli.
Secondo l’analisi svolta da AIDAA (Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente), oltre 350 cani sono stati rapiti, drogati e usati da zingari Rom per accattonaggio a Milano. I luoghi più a rischio sono i parchi, come Parco Ravizza, Parco Sempione e Parco Trenno.
Quindi attenzione al vostro cane, non perdetelo di vista, soprattutto se parte alla rincorsa di una femmina in calore. E soprattutto non date soldi ci mendicanti con i cani. In caso di necessità, rivolgetevi al numero di di emergenza 3926552051 di AIDAA.
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