Eliph - blog di Alberto Mari

Stiamo giocando con la Natura. I cambiamenti climatici a cui assistiamo non sono altro che il risultato del nostro impatto ambientale. Siamo ancora in tempo per tornare indietro, ma dobbiamo crederci veramente

Archive for Settembre, 2005

Il paziente afghano

Quattro anni dopo l’intervento militare americano e malgrado il sostegno al governo di Karzai da parte della comunità internazionale, la “riabilitazione” del Paese è ancora lontana. Le ferite che bruciano? Guerriglia talebana, traffico d’oppio e non solo.

Shrine of Hazrat Ali, Mazar e Sharif

In questo dossier pubblicato su Cafebabel.com, la ricostruzione in Afghanistan, la guerra dell’oppio, una intervista a Emma Bonino e la situazione delle donne.

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La bozza di costituzione irachena commentata in casa

Incoerenze, proeccupanti differenze tra le varie versioni e traduzioni. Quello che nessuno, in occidente, racconta della bozza di costituzione irachena. Da leggere.

Fonte: Baghdad Burning

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La vegetazione artica in Alaska rivela i cambiamenti climatici

Sea surface temperature

Researchers have found that warmer arctic temperatures are causing vegetation changes on Alaska’s North Slope. According to the study, as shrubs increase in size and abundance, they impact the local heat balance. Because shrubs are dark, they absorb solar energy, rather than reflect it, like snow does. An increase in shrub size and abundance causes higher snowmelt rates, which in turn leads to slightly higher regional temperatures. The study also reports that the widespread transition from tundra to shrubland may release soil carbon into the atmosphere, which could have global ramifications. Although the researchers cite the need for continued monitoring, they suggest that increased shrub abundance is not only a result of warmer temperatures, but may in fact contribute to further arctic warming.

Fonte: US Nationas Snow and Ice Data Center

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Un weekend al bau bau village

E’ sera tardi quando arriviamo al campeggio di Albisola Superiore. Sono circa le 23 e montare la tenda nuova alla scarsa luce dei lampioni a basso consumo è difficile. Lasciamo stare tiranti e picchetti, tanto non c’è un filo di vento e il cielo è stellato. Ci penseremo domani. Non facciamo in tempo ad addormentarci che iniziano a muoversi le fronde degli alberi. Man mano il vento sale finché, alle 3 di notte, devo per forza alzarmi a sistemare la tenda. Ziko mi osserva, legato alla staccionata, cercando di capire perché, in piena notte, con una pietra cerco di infilare nella dura terra dei piccoli picchetti di metallo.

Ziko e Noha in campeggio

La notte scorre lunga sotto le raffiche sempre più forti e poi sotto una pioggia battente. Per fortuna la tenda nuova, non ancora collaudata, tiene bene e riusciamo a passare la notte all’asciutto. Dopo una lunga notte tra raffiche di vento prima e pioggia battente poi, arriva finalmente l’alba. Di nuovo splende il sole sulle colline rinfrescate dall’acqua.

Dopo una ricca colazione, seguendo le indicazioni del proprietario del campeggio ci dirigiamo al Bau Bau Village. Uno stabilimento balneare pensato per i cani e i loro proprietari. Basta prenotare, rigorosamente con il nome del cane, e riservare un ombrellone, sdraio, cabina, tovaglietta, ciotola e osso.

Ziko in spiaggia

Il posto è incredibile. Basti dire che c’è il parco giochi per cani e la piscinetta, dove fare pratica di nuoto. E per chi fa il bagno in mare, ovviamente ci sono le docce, in modo da togliere il sale dal pelo.
L’esperienza in mare per Ziko è un trauma: decisamente non ama l’acqua. Mentre terranova e labrador si gettano in acqua senza paura, il povero Ziko riesce appena a sentire la temperatura dell’acqua con la punta della zampa prima di scappare all’asciutto.

Ziko alla sua prima esperienza di nuoto

Solo dopo innumerevoli tentativi, riusciamo a portarlo al largo dove non tocca. E come un nuotatore esperto che doveva soltanto ricordarsi i movimenti, il nostro piccolo cane si muove come una lontra nell’acqua fredda del mar Ligure. E scappa subito a riva, a scrollarsi addosso ai bagnanti che hanno assistito divertiti alla scena.

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L’esperienza della miseria

Un commedia di alcuni anni fa, tragicamente intelligente nella sua comicità, sosteneva la teoria che gli individui compiono azioni vili o virtuose secondo la contingenza in cui si trovano e non per disposizione innata. Un ricco finanziere, ridotto in miseria e costretto a procurarsi da vivere con mezzi di fortuna, non sarebbe quindi distinguibile da un criminale comune. Il film si intitolava Una poltrona per due.

Senza cinismo, con la massima solidarietà per le persone colpite dall’uragano Katrina, occorre rivolgere ora una riflessione ai sostenitori della superiorità della civiltà occidentale. Chiunque, privato dei mezzi di sostentamento, ridotto in miseria, colpito da tragedie sociali e personali, può macchiarsi di reati o comportamenti normalmente considerati anti-sociali. E’ nella natura umana: le priorità cambiano e ci si adatta alla nuova situazione. Sopravvivere è al primo posto. Viviamo in una società che si è dimenticata della fatica della sopravvivenza. E in questo oblio giudichiamo le popolazioni dei paesi poveri, dove le regole del vivere civile sono sepolte dalle tragedie quotidiane e da proprità molto più immediate.

Soliderietà alle popolazioni che soffrono. Di qualunque religione, cultura o continente siano.

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